Monthly Archive May 2017

ByDanieleBordina

L’erba come elemento rivelatore della pratica biologica

In anni di crescente attenzione verso ciò che si mangia, può essere utile conoscere qualche trucchetto per distinguere a colpo d’occhio un terreno coltivato secondo i metodi del Bio da uno coltivato convenzionalmente.

Lasciando da parte le indagini approfondite effettuate dagli enti certificatori, senza dubbio la prima cosa da guardare è il quantitativo di erba presente sul terreno. 

Sì, perché un campo non trattato chimicamente presenta sempre una crescita spontanea di erba; la sua assenza, di conseguenza, deve farci sorgere degli interrogativi. Nella maggioranza dei casi un’assenza completa di erba è sinonimo di utilizzo di erbicidi. 

Avete presente quei campi di frumento tipici delle nostre campagne, con le piante alte ed il terreno perfettamente sgombro? Ecco, essi sono casi smaccati di utilizzo massiccio della chimica.

Al contrario, in un terreno coltivato secondo i metodi dell’agricoltura biologica troveremo sempre un po’ di erba infestante che, in certi casi, viene addirittura lasciata intenzionalmente per mantenere l’habitat di alcune specie di insetti preziosi ai fini della lotta biologica.

 

 

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Storia e tecniche di coltivazione della patata americana

La patata americana è un prodotto amato da moltissime persone che ne apprezzano il gusto gradevolmente dolce. Quale sorpresa, in effetti, da una radice tozza e dall’aspetto – a prima vista – non proprio invitante.

Ebbene questo prodotto è testimone di una storia gloriosa che vale la pena ricordare.

Come il suo nome lascia chiaramente intendere, l’origine è da ricercare oltreoceano dove viene notata negli anni della scoperta dell’America.

Portata in dono alla regina Isabella da Cristoforo Colombo in persona, la patata americana resta una curiosità da orto botanico per diversi secoli, fino a quando, nei primi anni dell’Ottocento, entra a pieno titolo nell’alimentazione umana con il successo che sappiamo.

La cosa interessante è che, in Veneto, i terreni della provincia di Rovigo risultano da subito particolarmente predisposti. Le caratteristiche di un terreno – le sue attitudini potremmo dire – sono del resto fondamentali per qualunque coltivazione.

Ma come si coltiva?

La patata americana non è né un frutto né un ortaggio, bensì una radice tuberosa. Ciò determina differenze sostanziali rispetto alle altre colture.

Nello specifico, la patata americana viene interrata e tenuta bagnata durante l’inverno per fare in modo che i germogli che nascono raggiungano i 20 centimetri di lunghezza. Successivamente essi vengono tagliati e la patata viene messa a radicare in acqua per circa 8-10 giorni (la foto mostra proprio questa fase). Solo successivamente si pianta su terra.

Nel nostro orto abbiamo piantato una varietà a pasta bianca che sarà disponibile molto presto.

 

 

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Disponibili i primi ortaggi di stagione

Da oggi disponibili nel nostro orto biologico:

  • Zucchine
  • Piselli
  • Carciofi (quantità limitate)
  • Radicchi

Consegnamo esclusivamente prodotti raccolti in giornata, chiediamo quindi un minimo di preavviso. Grazie!

Potete contattarci cliccando qui

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Gli zucchini sono pronti

Abbiamo appena terminato una lunga giornata di lavoro (sì, di domenica), per raccogliere i primi zucchini della stagione.

Questo ortaggio ha la peculiarità di crescere molto rapidamente se le condizioni ambientali lo permettono, ed è stato proprio questo il caso: le piogge dei giorni scorsi seguite dal caldo praticamente estivo hanno dato un impulso eccezionale.

Che fare quindi?

Per preservarne il gusto occorre evitare che maturino eccessivamente e procedere ad una rapida raccolta.

Naturalmente abbiamo previsto più turni di raccolta, gli zucchini biologici saranno pertanto disponibili tutta la stagione. 

ByDanieleBordina

Una nuova serra biologica

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto e montato la nostra prima serra biologica.

Una serra biologica consiste in un ambiente riparato (nel nostro caso di 500 metri quadrati) che, grazie alla propria struttura, trattiene il calore dei raggi solari più a lungo di quanto avverrebbe in un ambiente aperto. Essendo “biologica”, ciò avviene esclusivamente grazie al calore dei raggi solari, senza quindi l’ausilio di impianti di riscaldamento o luci.

Gli ortaggi all’interno vengono sempre piantati a terra – in maniera normale, come in campo aperto – e non su più livelli, come talvolta accade in agricoltura tradizionale (dove determinate piante hanno le radici immerse in contenitori pieni di una sostanza fertilizzata).

La serra biologica entrerà pienamente in funzione il prossimo autunno e ci permetterà di allungare la stagione degli ortaggi estivi. Non mancheremo naturalmente di tenervi aggiornati!