Storia e tecniche di coltivazione della patata americana

ByDanieleBordina

Storia e tecniche di coltivazione della patata americana

La patata americana è un prodotto amato da moltissime persone che ne apprezzano il gusto gradevolmente dolce. Quale sorpresa, in effetti, da una radice tozza e dall’aspetto – a prima vista – non proprio invitante.

Ebbene questo prodotto è testimone di una storia gloriosa che vale la pena ricordare.

Come il suo nome lascia chiaramente intendere, l’origine è da ricercare oltreoceano dove viene notata negli anni della scoperta dell’America.

Portata in dono alla regina Isabella da Cristoforo Colombo in persona, la patata americana resta una curiosità da orto botanico per diversi secoli, fino a quando, nei primi anni dell’Ottocento, entra a pieno titolo nell’alimentazione umana con il successo che sappiamo.

La cosa interessante è che, in Veneto, i terreni della provincia di Rovigo risultano da subito particolarmente predisposti. Le caratteristiche di un terreno – le sue attitudini potremmo dire – sono del resto fondamentali per qualunque coltivazione.

Ma come si coltiva?

La patata americana non è né un frutto né un ortaggio, bensì una radice tuberosa. Ciò determina differenze sostanziali rispetto alle altre colture.

Nello specifico, la patata americana viene interrata e tenuta bagnata durante l’inverno per fare in modo che i germogli che nascono raggiungano i 20 centimetri di lunghezza. Successivamente essi vengono tagliati e la patata viene messa a radicare in acqua per circa 8-10 giorni (la foto mostra proprio questa fase). Solo successivamente si pianta su terra.

Nel nostro orto abbiamo piantato una varietà a pasta bianca che sarà disponibile molto presto.

 

 

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